11 Settembre

Vi proponiamo oggi la seconda delle newsletter relative all’approfondimento delle principali figure della sicurezza, secondo il D.Lgs. 81/08 e s.m.i., recanti le attività, i compiti, gli obblighi formativi di tali figure, specificando inoltre il quadro delle relazioni tra queste figure e le altre che partecipano alla sicurezza.

Queste newsletter hanno lo scopo di fornire un semplice e valido promemoria che comprenda le nozioni fondamentali, utili a tutte le aziende

VI PRESENTIAMO OGGI L’APPROFONDIMENTO RIGUARDANTE LA FIGURA DEL PREPOSTO.

 

IL PREPOSTO

Il preposto è colui che sulla base di competenze professionali acquisite, coordina e controlla il regolare svolgimento delle attività lavorative ed assicura la realizzazione delle direttive ricevute, grazie anche al potere funzionale di cui è dotato.

Viene infatti definito preposto, ai sensi dell’art. 2 comma 1 lett. e) del D.Lgs. 81/2008, una “persona che in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa”.

Nonostante l’effettiva codifica del ruolo del preposto sia intervenuta nel 2008 con il decreto 81, la Corte di Cassazione penale, (sez. IV, 6 luglio 1988 n° 7999, Chierici), ha (da oltre trent’anni) individuato codesto ruolo attribuendolo: “a chiunque si trovi in una posizione di supremazia, sia pure embrionale, tale da porlo in condizioni di dirigere l'attività lavorativa di altri operai soggetti ai suoi ordini; in sostanza preposto può essere chiunque, in una formazione per quanto piccola di lavoratori, esplichi le mansioni di caposquadra al di fuori della immediata direzione di altra persona a lui soprastante”.

È del tutto evidente, dunque, di come sia semplice individuare uno o più preposti all’interno del luogo di lavoro e/o dell’unità produttiva.

Il ruolo del preposto si differenzia, principalmente, da quello del dirigente per la sicurezza in quanto il preposto deve limitarsi a vigilare e a riferire al datore di lavoro e/o al dirigente stesso eventuali anomalie.

Il dovere di vigilanza riconosciuto al preposto deve essere efficace e concreto. I giudici di legittimità hanno infatti sancito, con sentenza del 25 gennaio 1982 n. 745, che “i preposti non esauriscono il loro obbligo con l’impartire generiche disposizioni al personale sottostante, essendo essi tenuti a vigilare sulla concreta attuazione di tali disposizioni e a predisporre i mezzi che si rendano necessari”.

Tale attribuzione non può essere affidata al dirigente per la sicurezza che, per definizione, può e deve, spesso, sostituirsi allo stesso datore di lavoro in virtù dei suoi poteri gerarchici e funzionali attribuitigli.

La definizione attribuisce al preposto lo specifico compito di “sovraintendere” l’attività lavorativa di altri lavoratori soggetti ai suoi ordini.

Sovraintendere comprende, tra gli altri, il potere in capo al preposto di impartire ordini specifici ed istruzioni per regolamentare l'esecuzione del lavoro altrui. Il preposto deve quindi, necessariamente, controllare affinché tale lavoro venga svolto in sicurezza, utilizzando tutti i necessari e idonei mezzi e dispositivi forniti dal datore di lavoro.

Data evidenza ai requisiti utili alla nomina del preposto ed ai compiti dello stesso è opportuno, comprendere eventuali obblighi relativi alla formalizzazione della nomina conferita ai soggetti così individuati.

L’art. 299 del D.Lgs. 81/2008 ricorda come il preposto assuma detta qualifica iure proprio in quanto esercita le proprie funzioni “di fatto”.

Resta inteso che la formalizzazione della nomina di preposto, oltre a permettere un corretto monitoraggio dell’iter formativo dello stesso, favorirebbe, altresì, l’attribuzione di specifiche mansioni e compiti dallo stesso effettivamente ricoperte.

Così facendo si riuscirà, finalmente, a dare un volto ed un ruolo ad una figura presente da decenni ma mai valorizzata nella struttura aziendale. Non solo, l’individuazione del preposto deve essere il primo passo per creare, a garanzia di tutti, un organigramma della sicurezza all’interno dell’azienda differente da quello aziendale.

 

IL PREPOSTO DEVE ESSERE FORMATO ?

 

L’accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011 ha stabilito che la formazione dei Preposti deve comprendere quella prevista per i lavoratori, integrata da una formazione specifica aggiuntiva, in relazione ai compiti esercitati in materia di salute e sicurezza sul lavoro, della durata minima di 8 ore, indipendentemente dal codice ATECO dell’azienda.

La formazione richiede un aggiornamento quinquennale di durata pari ad almeno 6 ore per tutti i settori di rischio.

 

IL PREPOSTO PUÒ ESSERE SANZIONATO ?

 

Il fatto che il preposto sia gerarchicamente a un livello più basso del Datore di Lavoro non lo esenta da eventuali sanzioni, non solo pecuniarie, di fronte a eventuali inadempienze nello svolgimento delle sue funzioni.

L’articolo 56 del D. Lgs. 81/08 prevede, a seconda delle violazioni di cui all’art. 19 dello stesso decreto, due diversi tipi di sanzioni:

• ammenda da € 438,40 a 1.315,20 oppure l’arresto fino a 2 mesi in caso di violazioni dell’art. 19, comma 1,

lettere a), c), e), f) che si riferiscono al controllo del corretto svolgimento delle rispettive mansioni da parte dei

lavoratori;

• se invece vengono riscontrate violazioni di cui alle lettere b), d), g) l’ammenda va da € 219,20 a 876,80 e l’arresto fino a 1mese; nel dettaglio le lettere b) , d) si riferiscono a negligenze relative alle dovute segnalazioni circa l’adeguata informazione dei lavoratori che hanno a che fare con attività ad alto rischio o rischio immediato, mentre le violazione di cui al punto g) riguardano la mancata frequenza di un corso di formazione adeguato alle mansioni di preposto alla sicurezza.

 

VI INFORMIAMO CHE NEL CORPO DEL FILE .PDF ALLEGATO, SONO PRESENTI DELLE TABELLE ESEMPLIFICATIVE RELATIVE A QUANTO SOPRA INDICATO.

Per ulteriori informazioni potete contattarci direttamente

Il contenuto della presente, avendo esclusivamente carattere informativo, non può essere considerato esaustivo, pertanto Alfasic s.r.l. rimane a disposizione per fornire indicazioni specifiche e calzanti alle aziende ed ai lavoratori tutti.