12 Febbraio

Obblighi del Datore di Lavoro

Il lavoratore in trasferta all’estero rimane assoggettato agli obblighi relativi alla normativa italiana e, nello specifico, al D.Lgs. 81/08, che prevede la valutazione di tutti i rischi connessi con l’attività lavorativa. Pertanto, incidenti, infortuni e danni alla salute durante il lavoro rientrano nella responsabilità del Datore di Lavoro qualora quest’ultimo non abbia adeguatamente valutato e organizzato tali attività.

La valutazione del rischio del lavoro all’estero

Il lavoro all’estero è classificato come attività atipica che presenta flessibilità di impiego ed è caratterizzata, oltre che dai rischi della mansione, da fattori correlati alle condizioni di soggiorno del paese ospitante.

I lavoratori che operano all’estero sono esposti contemporaneamente a diverse tipologie di rischi/pericoli che, molto spesso, non sono correttamente percepiti, né dal lavoratore né dall’Azienda, se non quando si manifestano con conseguenze per la salute e/o la sicurezza talvolta gravi.

Il livello di esposizione a molteplici pericoli è dovuto alla concomitanza, in percentuale variabile a seconda del paese dove si opera, dei seguenti macro fattori: ambientali, culturali, religiosi, logistici, sociopolitici, criminali e delinquenziali.

Lo svolgimento della prestazione lavorativa all’estero, per la sua particolarità, presenta implicazioni medico-sanitarie che possono influire sull’integrità psico-fisica del lavoratore e quindi la sua capacità lavorativa. I rischi di natura sanitaria che possono interessare i lavoratori sono numerosi e di diversa tipologia: malattie causate da infezioni (epidemie, pandemie, punture d’insetto, ecc.), condizioni climatiche (calore, freddo ed umidità), urgenza delle lavorazioni (i ritmi di lavoro e l’alterazione dei ritmi di riposo sono elementi frequenti delle missioni all’estero), aspetti legati all’alimentazione (scarsa igiene nella preparazione e conservazione dei cibi, intolleranze, ecc.), disagio adattativo legato alla mancanza di comodità, all’isolamento o alla lontananza dalla famiglia che può sfociare in sindromi ansio-depressive e altri fattori che, pur non rappresentando un problema in Italia, sono incompatibili con il nuovo ambiente o possono aggravarsi nei Paesi di destinazione (es. predisposizione del lavoratore a malattie o patologie).

Cosa occorre fare?

  1. Acquisire conoscenza dell’area dove si opera prima di siglare contratti all’estero;
  2. Acquisire conoscenze ed esperienze sulle modalità di svolgimento delle attività lavorative in sicurezza;
  3. Organizzare la security e la necessaria logistica nel paese;
  4. Formare e far visitare dal Medico Competente i lavoratori prima della trasferta all’estero;
  5. Monitorare e supervisionare i lavoratori in trasferta;
  6. Sviluppare specifici piani per gestire le prevedibili situazioni di pericolo e prevedere le modalità con cui poter riprendere lo svolgimento delle attività lavorative;
  7. Prevedere fra le misure preventive la messa a disposizione da parte del Datore di Lavoro di vaccini se previsti.

Il contenuto della presente, avendo esclusivamente carattere informativo, non può essere considerato esaustivo, pertanto Alfasic S.r.l. rimane a disposizione per fornire indicazioni specifiche e calzanti alle aziende ed ai lavoratori tutti.