21 Dicembre

Abolito il sistema di tracciabilità SISTRI e introdotto l’obbligo di predisposizione di un Piano di Emergenza Interno per tutti i GESTORI DI RIFIUTI 

 

SISTRI

Abrogazione definitiva dal 1° Gennaio 2019. Si va verso il processo di digitalizzazione delle registrazioni cartacee

È ormai giunto al capolinea l’attuale sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi SISTRI, così come si legge nell’art. 6 del D.L. 135 del 14 dicembre 2018, pubblicato da pochissimi giorni in Gazzetta Ufficiale. Sono stati anche aboliti i contributi annuali da versare per la costituzione e il funzionamento del Sistri a carico degli operatori iscritti (nessun cenno viene fatto sulla restituzione dei contributi pagati pregressi).

Sempre dall'inizio del prossimo anno "e fino alla definizione ed alla piena operatività di un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti organizzato e gestito direttamente dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare" (come si legge nello stesso articolo sopra citato), i soggetti tenuti alla tracciabilità dei rifiuti continueranno a compiere i propri adempimenti attraverso la compilazione dei registri di carico e scarico e dei formulari di identificazione cartacei. Resta ferma la facoltà di avvalersi delle modalità di trasmissione dati “digitali” ex art. 194-bis del D. Lgs. 152/2006.

Diventa pertanto sempre più possibile, in un futuro ormai prossimo, un nuovo sistema di digitalizzazione per la gestione dei rifiuti in azienda. L’informatizzazione delle registrazioni e delle movimentazioni potrebbe, a regime, sostituire anche la compilazione della dichiarazione annuale MUD, garantendo in tempo quasi reale la registrazione dei movimenti dei rifiuti interni alle imprese e sul territorio nazionale. Il Recepimento della nuova Direttiva Rifiuti (UE 851/2018) potrebbe rappresentare pertanto un’utile occasione per rivedere alcuni passaggi della norma nazionale, sempre in merito ad adempimenti vari per le imprese, oltre al già citato sistema di tracciabilità dei rifiuti.

 

GESTORI DI RIFIUTI

PIANO DI EMERGENZA OBBLIGATORIO PER GLI IMPIANTI DI STOCCAGGIO E LAVORAZIONE DEI RIFIUTI ENTRO IL 03/03/2019

Con la Legge 1 dicembre 2018, n. 132 (Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 4 ottobre 2018, n. 113, cosiddetto Decreto Sicurezza) è stato introdotto l’obbligo (a partire dal 04/12/2018 ed entro 90 giorni) per i gestori degli impianti di stoccaggio e di lavorazione rifiuti di predisporre un Piano di Emergenza Interno.

L’art. 26-bis introdotto dalla Legge 132/2018 prevede che tale Piano sia approntato allo scopo di “controllare e circoscrivere gli incidenti in modo da minimizzarne gli effetti e limitarne i danni per la salute umana, per l'ambiente e per i beni”, mettendo in atto “le misure necessarie per proteggere la salute umana e l'ambiente dalle conseguenze di incidenti rilevanti” ed al fine di “informare adeguatamente i lavoratori e i servizi  di emergenza e le autorità locali competenti”, per poter provvedere in maniera tempestiva “al ripristino e al disinquinamento dell'ambiente dopo un incidente rilevante”.

Il piano di emergenza interno e' riesaminato e se necessario aggiornato dal gestore ad intervalli appropriati di tempo e comunque non superiori a tre anni. La revisione dovrà tener conto dei cambiamenti avvenuti nell'impianto e nei servizi di emergenza, dei progressi tecnici e delle nuove conoscenze in merito alle misure da adottare in caso di incidente rilevante. Il piano dovrà essere trasmesso al Prefetto per le valutazioni del caso e per la redazione da parte dello stesso del piano di emergenza esterno (entro 12 mesi dal ricevimento delle informazioni del gestore), che avrà lo scopo di limitare gli effetti dannosi derivanti da incidenti rilevanti.

 

 

Il contenuto della presente avendo esclusivamente carattere informativo non può essere considerato esaustivo, pertanto Alfasic S.r.l. rimane a disposizione per approfondire l’argomento con le aziende interessate.